lunedì 30 giugno 2014

Top-down o bottom-up?

Il dilemma del titolo di oggi è dovuto al fatto che ho incontrato delle difficoltà con la costruzione dei maglioni con il sistema top-down.
La cosa curiosa che non ho nessuna difficoltà a fare dei maglioncini bebè con questo sistema, ma i problemi sono sorti quando ho provato a farne uno per me.

Ho iniziato con un modello di Emma Fassio, arrivata allo sprone e per adattarlo alla mia circonferenza del busto le maniche sono risultate larghissime, quindi ho abbandonato il lavoro.

Il secondo tentativo l'ho provato con il gruppo di Fb di Top-down in italiano seguendo il kal con il modello Paulie di Isabell Kraemer.
Anche in questo caso, pur avendo fatto il campione e seguito le istruzioni per la mia taglia di nuovo qualcosa non ha funzionato.

A questo punto ho detto: "Basta!" e ho realizzato un finto "Paulie" incominciando dal fondo con il sistema bottom-up, che consiste nel partire dal bordo per salire sino al sottomanica, avviare le maglie per le maniche e chiudere con lo scalfo a raglan.






Alla fine questo è il risultato: giusto un "cicinino" attillato ma non mi sembra poi male (un motivo in più per perdere qualche chiletto...).


Ed eccolo indossato.


L'ho realizzato con un bel filato misto 50% lana e 50% alpaca, in due tinte simili ma alternandole con righe di diverso spessore.
E' lavorato con i ferri del n. 3,5 maglia rasata con i bordi a maglia legaccio, in un pezzo unico senza cuciture dal basso verso l'alto, solo il bordo dell'abbottonatura è aggiunto raccogliendo le maglie del vivagno.
I bottoni sono in legno.



Colgo l'occasione, per chi fosse interessata alla costruzione top-down, per segnalarvi il libro di Emma Fassio che potete trovare sul suo blog: è acquistabile anche on-line sia in versione cartacea che pdf.

9 commenti:

  1. Complimenti, è perfetto! E' proprio un bel capo, classico , facile da abbinare e ti sta benissimo.

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    1. Grazie, anche io sono soddisfatta, è leggero e morbidissimo: ah, l'alpaca!

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  2. Ciao Anna, premettendo che il cardigan, secondo me ti sta molto, ma molto bene (non lo trovo troppo attillato!), trovo che l'unica corezione che potresti fare in futuro è la circonferenza delle maniche vicino all'ascella, che stringerei leggermente. Per quanto riguarda la filosofia del verso, io sono una bottom up convinta. I neonati non hanno problemi di vestibilità e questa si controlla molto meglio se si parte dal bordo inferiore, secondo me, e le tue foto lo dimostrano! Ottimo lavoro : )

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    1. Anche io mi trovo bene con la costruzione bottom-up: è più semplice controllare le misure e con i ferri accorciati viene anche meglio lo scollo. Effettivamente ho aggiunto un po' troppe maglie per le maniche, forse se le avessi fatte prima come prevede la Zimmermann non sarebbe successo

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  3. Il cardigan è bellissimo e ti sta a pennello! Non importa che sia fatto da su a giù o da giù a su... ognuno ha le sue tecniche preferite, l'importante è sferruzzare divertendosi e produrre qualcosa di indossabile... e ci sei proprio riuscita! Io ho iniziato il pullover "on the beach" sempre della Kramer... l'ho avviato (causa raptus improvviso!) e sono arrivata sotto al seno... la vestibilità e l'ampiezza delle maniche mi sembrano buone. Staremo a vedere ;)

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  5. Preferisco anch'io il bottom-up, non so perché ma mi fa sentire più' tranquilla !

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  6. Ti sta benissimo e sicuramente lo utilizzerai tantissimo.
    ciao
    Paola

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  7. Vedo che abbiamolo stesso gusto. Bellissimo il Pauli e i colori sobri. Adoro i lavori di Isabel Kramer come quelli di Ankestrick o Vera Sanon. Da quando ho imparato la tecnica top down durante le vacanze in un hotel valdaora, ora faccio solo maglie e cardigan top down. Recentemente ho fatto il Caramel di Isabel Kramer con Lana Grossa verde militare con righe beige, ma solo cinque e il resto tinta unita. Indossa perfettamente!

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