giovedì 22 maggio 2014

Elogio alla lavastoviglie

Con questo post voglio inaugurare una rubrica dedicata ai personaggi femminili che hanno dato il loro contribuito alla cultura ed in qualche modo a cambiare la nostra vita di tutti i giorni.

Durante una delle mie profonde riflessioni, che in genere occupano la mia mente quei dieci minuti mentre aspetto il bus o sono in coda al supermercato, ho riflettuto a proposito delle inventrici.

La lavastoviglie è stata inventata da una donna nel lontano 1887: non una donna qualunque, preoccupata di alleviare il lavoro alle massaie, ma da una signora dell'alta società desiderosa di salvaguardare le proprie preziose porcellane dalle mani, evidentemente maldestre, della servitù.


Electric dishwashing machine, 1917

Ma tant'è, la lavastoviglie ha contribuito alla liberazione della donna, e anche dell'uomo, e a portare la pace in famiglia, altrimenti minata da dispute su chi deve eseguire questa spiacevole mansione.





Lo so, un sacco di gente sostiene di gradire di lavare i piatti, in fondo che ci vuole, è un'attività zen, ma evidentemente non fa parte della mia famiglia.




Perciò ringrazio la signora Josephine Cochrane, la cui memoria è trasmessa ai posteri grazie alla sua geniale intuizione, glisso sul problema ambientale (...fischietta guardando per aria), sferruzzo e mi godo il tempo libero lasciato dal non dover lavare i piatti.

Pe redarre questo post mi sono avvalsa di immagini tratte dal web, spero di non aver violato nessun copyright.

1 commento:

  1. Condivido in pieno! Aggiungerei la mia personale soddisfazione nel vedere piatti e stoviglie sparire rapidamente dalla mia vista, così che la cucina mi appaia subito sgombra da ogni masserizia! ;-))

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