domenica 11 dicembre 2011

L'Opera in Nero

Perdonatemi la parafrasi del libro della Yourcenar nel titolo di questo post  (così sfoggio anche un po' di cultura...) vi illustro finalmente quello che per alcune settimane è stato invece il Mostro Nero, ovvero il gilet che ho confezionato per Elena.

Sì lo ammetto, cuore di mamma: per 10 minuti in cui la mia pargola strimpellerà su un pianoforte in occasione del Concerto di Natale mi sono dannata per alcune settimane a lavorare su un capo che ho odiato ma che non ho mollato.

La scelta del colore è dovuta al fatto che i concertisti vestono rigorosamente di bianco e nero e da lì non si scappa (vado molto fiera anche dell'acquisto della cravatta, ben 3 euro dai cinesi).


Il modello me lo sono assolutamente inventato ispirandomi al classico gilet da uomo.
E' realizzato down-top partendo dalle due punte del davanti e proseguendo con gli aumenti sino alla larghezza desiderata, a questo punto ho aggiunto i punti per il dietro, realizzato a coste 2/2 con bordo a maglia legaccio. Ho fatto questa scelta per migliorare la vestibilità, così il gilet risulta aderente ma non stretto.



Come potete vedere sul davanti ho anche inserito un motivo traforato a rombi. I bordi sono a maglia legaccio e lavorati insieme al gilet.


Il collo l'ho rifatto tre volte, fino a che non ho ottenuto un risultato soddisfacente. Le uniche cuciture sono quelle sulle spalle.



Lavorando questo capo mi sono resa conto di tre errori fondamentali:

1. Il nero è orribile da lavorare, specialmente se vi ci potete dedicare solo alla sera e avete scelto anche di fare dei trafori :-(

2. Ho sbagliato lo spessore del filato dato che a me piace lavorare quello un po' più spesso (per ferri n. 4 o 4,5). In questo caso ho usato ugualmente il n.4, il rischio "pirolamento" è alto.

3. E soprattutto, fatto di cui mi dolgo e mi pento, ho scelto un filato non all'altezza del risultato, una bella merinos avrebbe sicuramente valorizzato meglio il capo e il lavoro. Me ne sono resa conto mentre lo lavoravo, quando si è a quel punto in cui si è indecisi se è il caso di andare avanti o ricominciare daccapo.

Che mi sia di lezione per la prossima volta...

Riconosco al nero un unico vantaggio: non si notano le magagne.

8 commenti:

  1. A me sembra perfetto, altro che magagne! Farà un figurone tua figlia indossando l'abbraccio di mamma!

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  2. Veramente un ottimo lavoro...brava!
    Ecco io una cosa che non so fare è calcolare i punti, gli scalfi , gli scolli....o forse sono un pò lazzarona e non mi metto a fare calcoli. Come si dice dalle mie parti vado "un tanto al toc".
    Ciaooooooo

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  3. Grazie per le parole di apprezzamento dato che mi è costato lacrime e sangue...
    Il vantaggio di lavorare down-top o top-down è proprio questo: il lavoro si sviluppa man mano ed avendo a disposizione la modella ho potuto controllare le misure in tempo reale...per il resto e cu...fortuna

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  4. Meravigliosa Anna, i tuoi sono virtuosismi con i ferri, gli stessi che tua figlia farà con il suo strumento musicale al concerto. Devi andarne fiera: è un capolavoro, io magagne non ne vedo. Felice settimana.

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  5. Il gile' e' unico... ma le tue riflessioni e auto-criche lo sono di piu', perchè si trasformano i validi suggerimenti.
    Sei proprio BRAVA!
    Un abbraccio ornella

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  6. secondo me magagne non ce ne sono!!!
    tantissimi auguri ad Elena per il concerto... un abbraccio

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  7. A me mica sembra male però... poi io sono di parte però, il nero lo adoro!!! Un'unica osservazione... se il gilet parte dalle punte in basso sul davanti... non sarebbe un bottom-up?

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  8. @Grazie Tibisay per le tue osservazioni, il modello alla fine non mi è riuscito male e Elena ha fatto la sua bella figura al concerto. D'altronde ogni tua osservazione per me è dottrina ;-)))
    ...effettivamente non ho verificato se il termine in inglese fosse corretto (oops!)

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