"Ecco! Per me non fai mai niente!". La fatidica frase che mi sento ripetere dal maritozzo, maglisticamente trascurato. E' giunto perciò il tempo per mettere mano a qualcosa anche per lui, che non ama i maglioni di lana ma apprezza molto sciarpe e berretti a protezione dal freddo torinese.
Avevo a disposizione da tempo delle matasse di filato misto lana-seta che ho doppiato perchè molto sottile, di un bellissimo grigio perla, donatomi da una gentile signora incontrata ad un sabato di knitting.
Dopo averci pensato su parecchio mi sono decisa a fare una sciarpozza personalizzata per il marito.
Quale miglior scelta che realizzare una sciarpa nastro di Moebius con un motivo reversibile?
Ed ecco qui La sciarpa del Matematico.
Il motivo che ho scelto è Parallelograms: un pattern reversibile che si può indifferentemente lavorare sia con i ferri diritti che con i ferri circolari in tondo senza bisogno di adattamento (strano ma è così, provare per credere).
Si lavora impostando le maglie in multiplo di dodici, per questa sciarpa ho avviato 324 maglie (non finivano più).
Il modello di sciarpa di questo tipo è comodissimo: non si rischia di perdere la sciarpa e si può indossare in diversi modi. Il filato inoltre ha reso moltissimo, ne sono bastati 150 gr.: il risultato è un tessuto estremamente morbido e confortevole, oltre che leggero.
Finalmente anche il marito, e matematico, è soddisfatto!
lunedì 2 novembre 2015
giovedì 22 ottobre 2015
Gnomo Gilberto
A Cuore di Maglia si comincia a respirare aria di Natale.
All'ultimo incontro di knitting del Lingotto la vicepres mi ha passato due gomitoli di cotone rosso e bianco con l'incarico di ideare un Dudù natalizio.
Da quei gomitolini è nato lo Gnomo Gilberto che propongo qui nel mio blog e il cui schema è già stato affidato alle laboriose mani di numerose cuoresse che si sono già messe all'opera per rallegrare le cullette dei piccolini delle TIN per le Feste di Natale.
Ogni Dudù può essere personalizzato con l'aggiunta di un piccolo ricamo a maglia o di un fiocchetto.
Se siete interessati allo schema scrivetemi in privato.
All'ultimo incontro di knitting del Lingotto la vicepres mi ha passato due gomitoli di cotone rosso e bianco con l'incarico di ideare un Dudù natalizio.
Da quei gomitolini è nato lo Gnomo Gilberto che propongo qui nel mio blog e il cui schema è già stato affidato alle laboriose mani di numerose cuoresse che si sono già messe all'opera per rallegrare le cullette dei piccolini delle TIN per le Feste di Natale.
Ogni Dudù può essere personalizzato con l'aggiunta di un piccolo ricamo a maglia o di un fiocchetto.
Se siete interessati allo schema scrivetemi in privato.
lunedì 12 ottobre 2015
Like a pea in a pod
Ideare qualcosa di nuovo per Cuore di Maglia mi dà enorme soddisfazione, inoltre le cuoresse (e cuoressi, sì, ci sono anche degli uomini) sono assetate di novità da realizzare per i piccoli delle TIN, perciò traendo ispirazione dall'Ortolana, di cui ho parlato nel mio precedente post, ho realizzato questo completino "baccello": sacco nanna con il berretto coordinato.
Per dargli un nome ho parafrasato il famoso modo di dire "stare come due piselli in un baccello" ("be like two peas in a pod") ad indicare un luogo confortevole e naturale in cui si sta magnificamente: un accogliente e coccoloso sacco nanna per un bimbo piccolino.
Pensando ai bimbi, e ai piselli, mi è anche tornata alla mente la celebre fiaba di Andersen "Cinque in un baccello" che è sempre divertente da leggere:
"C’erano una volta cinque piselli nello stesso baccello: erano tutti verdi, il baccello era verde, e perciò credevano che tutto il mondo fosse verde. Sin qui, bisogna dirlo, avevano un po’ di ragione."
Per dargli un nome ho parafrasato il famoso modo di dire "stare come due piselli in un baccello" ("be like two peas in a pod") ad indicare un luogo confortevole e naturale in cui si sta magnificamente: un accogliente e coccoloso sacco nanna per un bimbo piccolino.
Pensando ai bimbi, e ai piselli, mi è anche tornata alla mente la celebre fiaba di Andersen "Cinque in un baccello" che è sempre divertente da leggere:
"C’erano una volta cinque piselli nello stesso baccello: erano tutti verdi, il baccello era verde, e perciò credevano che tutto il mondo fosse verde. Sin qui, bisogna dirlo, avevano un po’ di ragione."
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domenica 27 settembre 2015
Filo lungo filo e l'Ortolana
Come ogni anno è tornata la rassegna "Filo lungo filo" al Villaggio Leumann di Collegno (TO) ma quest'anno con una novità: l'installazione l'Ortolana, frutto della collaborazione delle Donne ai ferri corti e il Knit del Lingotto e che ha ospitato Cuore di Maglia.
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lunedì 14 settembre 2015
Una coperta per Anabah
Cuore di Maglia ha aperto il suo grande cuore all'ospedale di Emergency ad Anabah in Afganistan.
Le cuoresse infatti si stanno mobilitando per realizzare tante morbide copertine da inviare al centro maternità di questo ospedale.
Perciò tutte le volenterose si diano da fare: la data di scadenza per la raccolta è il 7 di novembre.
Le cuoresse infatti si stanno mobilitando per realizzare tante morbide copertine da inviare al centro maternità di questo ospedale.
Perciò tutte le volenterose si diano da fare: la data di scadenza per la raccolta è il 7 di novembre.
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martedì 1 settembre 2015
Donne al volante
Donne al volante pericolo costante, per fortuna un vecchio detto ormai desueto.
Con il post di oggi voglio ricordare che, oltre ad avere premi assicurativi più bassi perchè ritenute più prudenti alla guida, le donne hanno anche un altro misconosciuto record: sono le prime ad aver guidato l'automobile su strada su lunga distanza.
Questo record infatti è tenuto dalla Signora Bertha Ringer Benz, moglie e socia in affari del signor Karl Benz, che nel 1886 ha portato l'attenzione di tutto il mondo sulla Benz Patent-Motorwagen facendo ottenere i primi introiti all'azienda, proprio grazie al primo viaggio effettuato alla guida di un'automobile.
Infatti, strano a dirsi, fino a quel momento le auto non erano ancora state usate per viaggiare ma solamente sperimentate in giri di prova su brevi percorsi.
Non posso che provare simpatia per questa signora che, senza parlarne al marito e senza alcuna autorizzazione delle autorità, ha percorso 106 km su strada con un veicolo sperimentale assieme a due dei suoi cinque figli.
Anche se lo scopo apparente del viaggio era di visitare la madre, Bertha Benz aveva altri motivi: voleva dimostrare al marito, che non era riuscito a prendere in considerazione la commercializzazione della sua invenzione in modo adeguato (ed in cui entrambi avevano pesantemente investito), che sarebbe diventata un successo finanziario una volta che avesse dimostrato di essere utile al pubblico.
Per ricordare questo storico evento nel 2008 è stata inaugurata la Bertha Benz Memorial Route, una strada a tema che va da Mannheim a Pforzheim.
Con il post di oggi voglio ricordare che, oltre ad avere premi assicurativi più bassi perchè ritenute più prudenti alla guida, le donne hanno anche un altro misconosciuto record: sono le prime ad aver guidato l'automobile su strada su lunga distanza.
Questo record infatti è tenuto dalla Signora Bertha Ringer Benz, moglie e socia in affari del signor Karl Benz, che nel 1886 ha portato l'attenzione di tutto il mondo sulla Benz Patent-Motorwagen facendo ottenere i primi introiti all'azienda, proprio grazie al primo viaggio effettuato alla guida di un'automobile.
Infatti, strano a dirsi, fino a quel momento le auto non erano ancora state usate per viaggiare ma solamente sperimentate in giri di prova su brevi percorsi.
Non posso che provare simpatia per questa signora che, senza parlarne al marito e senza alcuna autorizzazione delle autorità, ha percorso 106 km su strada con un veicolo sperimentale assieme a due dei suoi cinque figli.
Anche se lo scopo apparente del viaggio era di visitare la madre, Bertha Benz aveva altri motivi: voleva dimostrare al marito, che non era riuscito a prendere in considerazione la commercializzazione della sua invenzione in modo adeguato (ed in cui entrambi avevano pesantemente investito), che sarebbe diventata un successo finanziario una volta che avesse dimostrato di essere utile al pubblico.
Per ricordare questo storico evento nel 2008 è stata inaugurata la Bertha Benz Memorial Route, una strada a tema che va da Mannheim a Pforzheim.
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lunedì 24 agosto 2015
La fiaba di Temperino ed il Re di Francia
Oggi mi sono ricordata di una fiaba che mi piaceva raccontare ad Elena quand'era piccolina, tratta da "Fiabe italiane" di Italo Calvino, si intitola "La prima spada e l'ultima scopa" e mi è venuta voglia di raccontarla qui.
Questa raccolta dovrebbe essere negli scaffali di ogni famiglia italiana, da leggere e rileggere in compagnia dei bambini.
Curiosamente ci sono numerose fiabe tradizionali che hanno come eroina una ragazza e non solo nei panni di povera vittima di angherie perpetrate da matrigne, streghe, orchi eccetera eccetera, ma anche come coraggiosa ed intraprendente fanciulla, basti ricordare Fantaghirò.
La Disney, con le sue principesse di ultima generazione, non ha inventato proprio nulla: vale ancora la pena di raccontare queste fiabe, alla faccia dei detrattori e dei sostenitori delle fiabe "politicamente corrette".
E veniamo alla fiaba
LA PRIMA SPADA E L’ULTIMA SCOPA
C'era una volta un ricco mercante che aveva sette figlie femmine.
Era felice ma c'era una cosa che lo angustiava: il suo dirimpettaio, anch'esso mercante, che aveva sette figli maschi, tutti i giorni lo canzonava con la frase: ”Buongiorno mercante delle sette scope!”
Un giorno la più piccola delle ragazze dispiaciuta di vedere il padre rattristato, e venendo a conoscenza del motivo, disse: "Padre non preoccupatevi, vi dico io cosa dovete rispondere".
Il mattino dopo il mercante lanciò all'avversario questa sfida: "Sfido la vostra prima spada contro la mia ultima scopa a chi riesce a rubare la corona e lo scettro al Re di Francia. Chi perde darà tutti i suoi averi all'altro".
Il dirimpettaio accettò, pensando ad una sicura vincita ed il figlio maggiore si bardò di tutto punto, salì sul suo cavallone, felice al pensiero di fare una bella passeggiata a Parigi in compagnia di una graziosa fanciulla.
Invece alla partenza si vide arrivare una ragazzina vestita da paggio a cavallo di una cavallina bianca.
Al via la cavallina scattò in avanti ed in un attimo fu già fuori dalla vista.
Incontrarono un bosco: la cavallina saltava, schivava rami, fossi, girava di qua, girava di là ed in un attimo fu fuori dal bosco.
Il ragazzo col suo cavallone scivolava, inciampava, andava a sbattere nei rami e impiegò un mucchio di tempo.
La ragazza arrivò a Parigi in un attimo, il ragazzo si impantanò.
Una volta in città, si presentò col nome di Temperino e si impiegò presso lo scrivano del Re, che vedendolo così bravo e cortese lo portò con sè a Corte.
Il Re lo vide e ne rimase colpito e molto ben impressionato, per non dire attratto.
Perciò andò dalla madre e disse: "Madre! Temperino ha vita sottile, mano gentile, Temperino è la donna che fa per me!", la Regina allora escogitò degli stratagemmi per scoprire se Temperino fosse maschio o femmina. Ma grazie alla cavallina bianca, che col suo comportamento le suggeriva le cose giuste da fare, non si fece scoprire.
Allora la Regina disse al figlio: "Invita Temperino alla pescheria Reale, con la scusa del caldo lo inviti a fare il bagno, e così vedrai se è una ragazza".
Al momento cruciale Temperino non sapeva cosa fare per evitare di spogliarsi, ma arrivò la cavallina a trarla d'impaccio fingendo di essere imbizzarrita. "La mia cavallina è imbizzarrita!" gridò, corse via portando con sè lo scettro e la corona del Re di Francia, ritornò a Napoli cantando ” Fanciulla son partita, fanciulla sono tornata, lo scettro e la corona ho conquistato”.
E' una fiaba in cui l'elemento magico è estremamente ridotto, costituito solo dalla cavallina che aiuta la protagonista ad avere la meglio.
Inoltre il finale è abbastanza inconsueto: la ragazza non sposa il re di Francia e se ne torna a casa col suo bottino lasciando il poveretto a struggersi nel dubbio se il proprio oggetto d'amore fosse maschio o femmina.
Un invito ante-litteram all'autodeterminazione femminile.
Questa raccolta dovrebbe essere negli scaffali di ogni famiglia italiana, da leggere e rileggere in compagnia dei bambini.
Curiosamente ci sono numerose fiabe tradizionali che hanno come eroina una ragazza e non solo nei panni di povera vittima di angherie perpetrate da matrigne, streghe, orchi eccetera eccetera, ma anche come coraggiosa ed intraprendente fanciulla, basti ricordare Fantaghirò.
La Disney, con le sue principesse di ultima generazione, non ha inventato proprio nulla: vale ancora la pena di raccontare queste fiabe, alla faccia dei detrattori e dei sostenitori delle fiabe "politicamente corrette".
E veniamo alla fiaba
LA PRIMA SPADA E L’ULTIMA SCOPA
C'era una volta un ricco mercante che aveva sette figlie femmine.
Era felice ma c'era una cosa che lo angustiava: il suo dirimpettaio, anch'esso mercante, che aveva sette figli maschi, tutti i giorni lo canzonava con la frase: ”Buongiorno mercante delle sette scope!”
Un giorno la più piccola delle ragazze dispiaciuta di vedere il padre rattristato, e venendo a conoscenza del motivo, disse: "Padre non preoccupatevi, vi dico io cosa dovete rispondere".
Il mattino dopo il mercante lanciò all'avversario questa sfida: "Sfido la vostra prima spada contro la mia ultima scopa a chi riesce a rubare la corona e lo scettro al Re di Francia. Chi perde darà tutti i suoi averi all'altro".
Il dirimpettaio accettò, pensando ad una sicura vincita ed il figlio maggiore si bardò di tutto punto, salì sul suo cavallone, felice al pensiero di fare una bella passeggiata a Parigi in compagnia di una graziosa fanciulla.
Invece alla partenza si vide arrivare una ragazzina vestita da paggio a cavallo di una cavallina bianca.
Al via la cavallina scattò in avanti ed in un attimo fu già fuori dalla vista.
Incontrarono un bosco: la cavallina saltava, schivava rami, fossi, girava di qua, girava di là ed in un attimo fu fuori dal bosco.
Il ragazzo col suo cavallone scivolava, inciampava, andava a sbattere nei rami e impiegò un mucchio di tempo.
La ragazza arrivò a Parigi in un attimo, il ragazzo si impantanò.
Una volta in città, si presentò col nome di Temperino e si impiegò presso lo scrivano del Re, che vedendolo così bravo e cortese lo portò con sè a Corte.
Il Re lo vide e ne rimase colpito e molto ben impressionato, per non dire attratto.
Perciò andò dalla madre e disse: "Madre! Temperino ha vita sottile, mano gentile, Temperino è la donna che fa per me!", la Regina allora escogitò degli stratagemmi per scoprire se Temperino fosse maschio o femmina. Ma grazie alla cavallina bianca, che col suo comportamento le suggeriva le cose giuste da fare, non si fece scoprire.
Allora la Regina disse al figlio: "Invita Temperino alla pescheria Reale, con la scusa del caldo lo inviti a fare il bagno, e così vedrai se è una ragazza".
Al momento cruciale Temperino non sapeva cosa fare per evitare di spogliarsi, ma arrivò la cavallina a trarla d'impaccio fingendo di essere imbizzarrita. "La mia cavallina è imbizzarrita!" gridò, corse via portando con sè lo scettro e la corona del Re di Francia, ritornò a Napoli cantando ” Fanciulla son partita, fanciulla sono tornata, lo scettro e la corona ho conquistato”.
E' una fiaba in cui l'elemento magico è estremamente ridotto, costituito solo dalla cavallina che aiuta la protagonista ad avere la meglio.
Inoltre il finale è abbastanza inconsueto: la ragazza non sposa il re di Francia e se ne torna a casa col suo bottino lasciando il poveretto a struggersi nel dubbio se il proprio oggetto d'amore fosse maschio o femmina.
Un invito ante-litteram all'autodeterminazione femminile.
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